I miei primi quarant’ anni!

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gallo4 (1)
Immagino lo stupore che vi ha pervaso nel leggere il titolo. Purtroppo non è anagrafico (anche se ho in mente ancora tanti viaggi e tante idee attraverso prodigi ed alchimie come recita il grande Renato Zero) ma il titolo riveste un significato professionale e con questo articolo-dedica desidero semplicemente condividere con gli amici uno dei momenti più importanti della mia vita: la cerimonia di premiazione dei medici che nell’ anno in corso hanno raggiunto il quarantesimo anno di laurea con la consegna del bellissimo attestato ufficiale e della medaglia d’oro disegnata e concepita con grande stile e gusto. Sentivo forte la voglia di trasmettervi questo mio sentimento di gratificazione ottenuta e d’altro canto di gratitudine verso l’ Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Salerno. Chi mi segue da un anno sul mio blog (pasqualegallo.net) e chi mi conosce da sempre sa perfettamente che la mia carriera professionale scientifica è stata difficile perché non sono mai stato caratterialmente predisposto ad accettare situazioni e decisioni generate dalla politica, dai sindacati o dal populismo. Per me erano degni di fede soltanto i convegni di aggiornamento (in particolar modo quelli internazionali) che dimostrassero scientificamente le novità certe derivanti dalla ricerca per nuove diagnosi e moderne terapie. Tutto il resto non mi ha mai interessato ma al contrario mi ha prodotto solo ed esclusivamente noia! Con onestà devo altresì confessare che in questi ultimi anni ho deciso di continuare questa inimitabile professione secondo mie concezioni, scientifiche e filosofiche, al di fuori di sovrastrutture ed istituzioni con rispetto soltanto delle leggi giuridiche vigenti. In questo modo non mi sento più responsabile della perdita di certi valori (così come accade anche in altre professioni) e della decadenza della figura carismatica del Medico. Ma torniamo a sabato 12 marzo 2016.IMG-20160312-WA0015 (2) Per farvi comprendere l’ emozione amo ricordare ciò che io pensai il giorno (di quel lontano 1976) in cui vennero premiati gli allora “quarantenni” di professione : “Mamma mia questi colleghi sono proprio vecchi!”. Sabato scorso, al pensiero di quella frase, ovviamente per un attimo mi è venuta la pelle d’oca.IMG-20160312-WA0016 È durata poco questa considerazione perché, come ho esternato all’inizio, ho programmi viaggi ed idee da dover ancora trasformare in realtà. Sono in realtà ancora nella fase di dover decidere cosa fare da grande. Spero, ad esempio,di pubblicare alcuni libri per i quali mi impegno da anni. Durante tutto il tempo della cerimonia ho goduto poi per “l’amarcord” che in quella occasione si presentava alla mente ed al cuore: rivedere amici e colleghi di università che non avevo più visto da una vita. Un momento bellissimo che racchiudeva in se sensazioni e sentimenti non facilmente trasmissibili ad altri. Con tanti altri invece ho avuto modo durante tutto questo tempo (non per tutti) di incontrarci o scambiarci consulenze sia nel periodo “ospedaliero” sia in quello di “medico di famiglia”. Vado alla conclusione rimarcando quell’ attimo di tristezza che è trapelato quando è stato sottolineato da un nostro collega (e confermato anche in seguito dal Presidente) un concetto da me esplicato da tanti anni e che consiste nella perdita dell’aspetto più importante in medicina: mi riferisco a quel rapporto medico-paziente che aveva sempre rappresentato il pilastro perché tutto funzionasse al meglio nella sanità pubblica e privata, fatta eccezione per le evidenti degenerazioni che ogni sistema genera e che possono sempre essere fermate dalla magistratura. Ma erano eccezioni! La responsabilità, secondo il mio modesto parere, è duplice: da una parte la politica con i media e dall’ altra la scarsa capacità (o volontà?) di combattere da parte dei “camici bianchi” vedendo “le cose accadere”. Mi fermo qui chiedendo venia se ho un po’ esagerato in sentimentalismo misto ad un pizzico di sana nostalgia. Ringrazio l’ Ordine dei Medici in toto ed in particolare il Presidente Bruno Ravera. Si perché c’è una particolarità che devo sottolineare. Quando mi laureai fu lui ad “accogliermi nell’ Ordine”; dopo quarant’ anni è stato sempre lui a consegnarmi l ‘ambita medaglia d’ oro! Questo ricorso storico ha prodotto in me due considerazioni intime e profonde: Fato e Sentimento. Grazie di cuore!

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Articolo nserito in Editoriale, Medicina. Memorizza il .

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