La ricetta elettronica: anche questa è legiferata!

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medico Quando un uscio è stato aperto l’ abilità consiste nel riuscire a vedere con lungimiranza lo scenario  a porta spalancata. A volte mi chiedo chi mi ha illuminato durante il corso della mia esistenza se non un Essere Superiore! Era il 1987 e dopo 12 anni di attività ospedaliera mi resi conto che con la mia coerenza, col mio impegno e professionalità non avrei ottenuto ciò a cui ambivo in età relativamente giovane. Lasciai l’ ospedale tra mille ostruzioni ed in seguito l’ ho ritenuta invece una scelta “illuminata” perché nella migliore delle ipotesi avrei raggiunto l’ apice a 60 anni come per tutti. Ma a me non bastava! Nel 2013 poi per la medicina generale mi convinsi che il rispetto e la stima verso il medico di famiglia erano sentimenti e valori obsoleti e decisi pertanto di portare a casa, dopo 37 anni (oggi ne sono 40) di attività un minimo pensionabile. Con il governo Renzi e l’ attuale ministro, di cui non amo più nemmeno pronunciarne il nome e neanche in modo ironico, si è arrivati a decisioni inqualificabili ed al peggio non vi è mai fine. Oltre che riferirmi alla cancellazione definitiva dal “vocabolario” scientifico di termini come “clinica” “semeiotica”, “eziopatogenesi”  e quant’ altro, sono esterrefatto dinnanzi  alla burocrazia legiferata contro la scienza medica in nome della trasparenza, del bilancio e della serietà della azienda sanitaria. La stessa follia l’ hanno applicata alla scuola e ad altri settori professionali in cui il “Pensiero”  ed i rapporti interpersonali hanno un significato intrinseco ed estrinseco profondamente superiore a banali conteggi di ragioneria. Di contro,  gli stessi governanti hanno penetrato la psiche della massa (sempre attraverso discussioni salottiere televisive e campagne di stampa) convincendo tanti che  per le grandi opere(ovviamente edilizie) fosse indispensabile superare gli ostacoli della burocrazia. Ma io mi chiedo se questa benedetta o maledetta burocrazia sia un fatto positivo o negativo. È logico il ragionamento? Certamente è vero in alcuni casi ma quasi sempre prevalgono interessi privati! Ricordate il grandissimo film “Le mani sulla città” dello scomparso Francesco Rosi? E terribilmente attuale in questa Italia del gattopardo. Tornando alla Sanità, la mia amarezza è ormai troppo nota  per volerne ancora parlare.  In tutti questi anni siamo passati da rapporti nobili, di fiducia, di professionalità (facendo sempre le debite distinzioni negative) all’ incitamento dell’ uso di “numeri verdi” tendenti a rappresaglie in nome di una verità “remunerativa” fino alla RICETTA ELETTRONICA. Sarebbe stato più semplice punire chi senza” scienza e coscienza” avesse sbagliato sia penalmente che in senso amministrativo. Oggi sono un medico “volontario” e quasi “missionario” visto che mi sono allontanato dalle istituzioni sanitarie e vivo nell’ autonomia assoluta.  Dovrò compiere un altro passo, anzi due: liberarmi da sovrastrutture  quali ad esempio le istituzioni sportive tutte discutibili (eufemismo) e soprattutto, seguire l’ insegnamento di un grande scrittore francese il quale dettando il percorso verso la libertà disse: “ Per essere davvero un uomo libero è necessario lasciare il proprio paese, la propria nazione,  il proprio mondo fino ad uscire persino da se stessi”!!

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Articolo nserito in Editoriale, Medicina. Memorizza il .

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