Medici di famiglia in “prognosi riservata”

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downloadCome ho già anticipato in altri articoli lo scorso mese, lo stato di salute della “sanità” è giunto allo stadio terminale. Dal lontano 1976, anno di laurea in medicina e chirurgia, si sono alternati infiniti governi  e ministri della salute con il solo risultato di aver condotto questo settore (si afferma da sempre che la salute è la prima cosa!) dapprima ad una patologia cronica ed in seguito fino ad oggi ad uno stato degenerativo. Delle assurdità legislative che gli stessi colleghi hanno politicamente avallato nei decenni ho già discusso e la mia posizione è chiara: non siamo riusciti a fermare idee e programmi politici irresponsabili e malsani. Ora però si è posta la classica e fatidica ciliegina sulla torta per opera dell’illustre ministro attuale: “Sono da eliminare gli esami diagnostici e clinici inutili!”. Brava ministro! Non ho intenzione di risponderle, non mi va!  In questo mondo folle voglio discettare da solo e chi legge può d’altra parte approvare o dissentire. Ovvio!  Siamo partiti dalla assoluta prevenzione di ogni patologia di qualsiasi ordine e grado e senza tener presente la spesa a cui si andava incontro.  Diversa è l’importanza della prevenzione delle neoplasie dal monitoraggio continuo e maniacale di check up per il quale ogni paziente si è sentito in dovere di sottoporsi e questo è avvenuto col pressing mediatico della stampa e delle televisioni. Ora siamo nella situazione diametralmente opposta. Attraverso una delegittimazione della immagine e del carisma del medico di famiglia, ecco il grande annuncio già summenzionato. Quindi il medico non dovrà più agire secondo scienza e coscienza (in un ballottaggio politico oggi Ippocrate sarebbe sconfitto per la guida del Ministero della salute). In aggiunta a questa discrasia è nata la cosiddetta “Medicina difensiva”, pena il pagamento del danno. La Medicina difensiva è quell’obbrobrio scientifico in cui si è rifugiato il “dottore” per porsi al riparo da denunce e processi giudiziari, ormai all’ordine del giorno da quando il martellamento del concetto di malasanità ha conquistato i pazienti e soprattutto i loro avvocati. Insomma, senza scienza e coscienza un pugno in faccia  arriva inevitabilmente o da un giudice o da un ministro. Da due anni ho restituito il ricettario dopo trentotto anni di medicina generale (medico di famiglia) e, libero da vincoli assolutamente non scientifici, continuerò a svolgere la professione finchè Dio vorrà! Il medico, contrariamente a qualsiasi altra attività o professione, non può andare mai in pensione (se in aereo qualcuno sta male il comandante chiede se c’è un medico a bordo e non si può rispondergli di essere in pensione).  Scongiuro comunque i colleghi in attività ministerialmente  riconosciuta ( ASL) a reagire tutti uniti ed a dire basta, anche se temo che sia troppo tardi!

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Articolo nserito in Medicina. Memorizza il .

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