Nostalgia dell’ INAM!

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

Lezioni di anatomia

Sono quarant’ anni ormai, dal giorno della laurea, che sento ripetere continuamente su televisioni e giornali discorsi inerenti a tagli nella spesa sanitaria, a tickets,  a sanità pubblica  e  privata e così via. Dopo che per anni  ed anni hanno confuso le idee (direi rincoglionito) ai cittadini ed ai pazienti su argomenti quali ad esempio la prevenzione assoluta e generalizzata di ogni patologia (anche dell’ influenza), il lavaggio del cervello alla popolazione circa la nocività dei farmaci (ma questi non vengono autorizzati da un ministero apposito?), la delegittimazione della figura carismatica del medico di famiglia ridotta invece a dirigente burocratico della assistenza sanitaria, non scopro certo io  che il medico di medicina generale abbia assistito inerme al ridimensionamento della sua figura per non ricorrere propriamente al termine di arte medica. La compilazione precisa ed on-line delle ricette occupa ormai da tempo immemorabile la maggior parte delle energie fisiche, nervose, nonché scientifiche, del medico di medicina generale che una volta addirittura in senso spregiativo veniva definito “generico” in contrapposizione al collega specialista e quindi come tale più preparato nell’ immaginario collettivo. Le cose non stavano e non stanno soprattutto oggi propriamente così. Sono tre anni che ho abbandonato per dignità il SSN mettendo a disposizione della collettività la mia esperienza quarantennale tra medicina ospedaliera, medicina generale, specialistica respiratoria nonché la manualità dell’ endoscopia toracica. Questa grave decisione l’ ho presa per poter operare in totale autonomia di scienza e coscienza di Ippocratica memoria ad esclusivo interesse e benessere di chi soffre, ovviamente anche a “volgare” discapito del mio reddito! Ho appreso, con amarezza e disincanto assoluto, che nello scorso mese sono state dettate addirittura linee-guida di ciò che il medico può o non può fare. Per me è l’ apocalisse della professione; gli altri possono pensarla come pare a loro! Credo sia necessario un riesame generale indicando secondo il mio parere alcune cause di sfaldamento del sistema.A) La nascita di centri di assistenza per ogni patologia (centro antidiabetico; centro per l’ ipertensione arteriosa; centro per la celiachia; glaucoma, alzhaimer, melanoma e via discorrendo in un elenco interminabile); B)richieste di esami di controllo senza soluzioni di continuità quale conseguenza delle campagne di stampa circa la prevenzione di patologie che invece potrebbero essere combattute  attraverso norme igienico-sanitarie e di buon senso come l’ alimentazione e la vita meno sedentaria (vedi fattori di rischio di patologia coronarica); C) La capacità in piena scienza e coscienza di dettare al paziente le linee scientifiche e di buon senso da seguire. Ovviamente se il medico è dotato del carisma giusto, qualità quest’ ultima indispensabile per incidere positivamente sulla psiche del paziente. In questo modo non verrebbe di conseguenza appesantita la spesa sanitaria tranne i casi in cui si scopra un’ evidente fraudolenza. Ebbene fino a trent’ anni fa, il primo medico dell’INAM ed il cosiddetto “medico generico” costituivano i perni centrali ed i filtri per evitare l’ intasamento ed il caos nei pronto soccorsi, la spesa incontrollata  per le casse dello  stato e resisteva l’ imprescindibile rapporto medico-paziente che rendeva possibile il rispetto dei ruoli e dei programmi. Poiché non sono un illuso od un  illusionista, so dell’ esistenza (siamo stati pur sempre in un mondo imperfetto) di personaggi della categoria o della industria farmaceutica non propriamente irreprensibili. Ma questi costituivano l’ eccezione che confermava la regola. In conclusione, si dice che il peggior sordo è chi non vuol sentire per cui tutti questi discorsi che ripeto spesso sono certamente destinati a non cambiare il corso delle cose chiunque sia il ministro della salute. Lorenzin dè Medici è l’ ultimo in ordine di tempo, e certamente il pensiero e l’azione dei suoi supertecnici annichiliscono ogni mia romantica considerazione. Se non fosse una battuta, dovremmo concludere: “Pensiamo alla salute!!”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone
Articolo nserito in Editoriale, Medicina. Memorizza il .

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *