Silenzi assordanti e starnazzi molesti

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download (1)Come si era intuito da alcune settimane,saremo costretti ad assistere anche quest’anno al balzello degli istinti che animano il calciomercato nell’attuale “finestra” (1 luglio – 31 agosto). Per chi desidera come il sottoscritto, al di là del business naturale e per certi versi persino razionale, un calciomercato affollato di attori professionisti vive questo periodo col pathos positivo delle sorprese associato però a un senso di fastidio per taluni aspetti. Non è mia intenzione e non è mio stile elencare nomi di personaggi che non hanno mai contribuito alla qualificazione del mondo calcistico il quale invece potrebbe vivere di luce propria perchè splendidamente affascinante. Vengo al dunque. Non è possibile ogni anno e per un anno intero osservare frequentemente la mano destra portata sul cuore, gesto finalizzato a catturare il consenso e persino l’amore dei propri tifosi per poi fuggire alla chetichella appena si prospetta una situazione più allettante. La motivazione addotta per non parlare con chiarezza ai propri tifosi è quella di dover “staccare la spina” o di dover pensare ad impegni più importanti quale ad esempio la Copa America. Tra un mal di pancia e l’altro (questo è il termine a cui ci hanno abituato) i litigi sono scientificamente e sistematicamente programmati quasi ad orologeria per raggiungere il nuovo obiettivo agognato. Ma ancora più rabbia produce chi non scoperchia questo sistema perchè è bene tener presente che tra un malessere e l’altro vi sono contratti firmati e quindi normalmente da rispettare. Le eccezioni non rientrano nel mio discorso perchè è naturale che nel tempo le situazioni interpersonali e tecniche possano subire modifiche, ma il grave problema è insito nel malcostume continuo e crescente di una parte dei protagonisti. E’ lungi da me la volontà di parlare di moralismo e di etica perchè ho sempre diffidato da coloro che si ergono a paladini del buoncostume e “dintorni”. Ma a tutto c’è un limite e sostengo queste tesi peraltro contro i miei interessi ed esclusivamente in nome di quell’onestà intellettuale che non deve mai venir meno ed in ragione di uno stile e di un buon gusto che non possono essere del tutto dimenticati se si desidera ricevere rispetto ed accrescere il proprio prestigio. Dopo le considerazioni di ordine generale, rientro nell’attualità di questa finestra di calciomercato per esprimere il mio plauso per l’abnegazione e la competenza che stanno mostrando molti dirigenti di società italiane. Acquisti di calciatori (con modalità giuste e con valore economico adeguato) come Kondogbia Mandzukic J.Martinez Miranda, per fare qualche esempio, non possono che far contenti gli addetti ai lavori ed i tifosi ma a questo dato positivo fa purtroppo da contraltare il “pericolo” che calciatori viziati, a volte maleducati,  possano riuscire ancora una volta a ritornare dopo essere già ripetutamente andati via e sempre per le stesse ragioni. Capisco che tali personaggi come si suol dire fanno notizia, sono promotori di gossip procurando in questo modo tanto lavoro per il mondo dell’informazione, ma ricordiamoci che c’è anche tanta gente che vorrebbe tornare a parlare prevalentemente di calcio giocato relegando altri tipi di notizie ai soli rotocalchi od alla cronaca in genere. Credo di essermi spiegato e di aver interpretato il pensiero di almeno una parte dell’opinione pubblica. Nell’avviarmi alla conclusione mi sia consentita una perplessità (non sarebbe l’unica ma è certamente la più eclatante) circa la totale assenza di menzione di un calciatore che considero per ruolo, età e completezza il numero uno in questo momento: Kevin De Bruyne, centrocampista totale del Wolfsburg. E se mi si consente ancora, per terminare davvero, desidererei per una volta “invadere il campo” dei grandissimi dirigenti della Juventus manifestando un mio sogno: poter vedere un giorno (sarebbe meglio subito) Edinson Cavani e Kevin De Bruyne vestire la maglia bianconera anche a costo di cedere qualche beniamino dei tifosi. Vorrei ricordare a tutti la dolorosa ma necessaria (economicamente parlando) cessione di Zidane per poter tesserare gente come Buffon, Nedved, Thuram nei primi anni 2000. E stiamo parlando di un calciatore che all’epoca era già il numero uno al mondo. Davvero sarebbe dura per gli altri sodalizi ridurre il famoso gap che divide la Juventus da tutto il gruppo e, cosa ancora più importante, la società bianconera potrebbe tornare stabilmente e definitivamente nelle posizioni mondiali che le competono. Alla prossima!

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Articolo nserito in Calcio, Editoriale. Memorizza il .

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