La rabbia e l’orgoglio

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pasqualeE’ da tre anni che cerco di mantenere un equilibrio sempre più difficile da salvaguardare costretto professionalmente a leggere quotidianamente commenti ed avvenimenti che da sempre vedono la Juventus al centro della discussione. Nonostante i ben noti massacri mediatici recenti non ancora è stata soddisfatta la sete di rivalsa nei riguardi della Vecchia Signora. La simpatia (?) verso quei colori è durata poco tempo e per essere più preciso durante il quinquennio (2006-2011) quando nonostante le blasfeme imputazioni e conseguenti danni economici e d’immagine riusciva a tener testa con Ranieri all’Inter di Mancini che risultò vincitore di uno scudetto beneficiando anche di sviste arbitrali a ripetizione: ricordate le gare che i neroazzurri vinsero contro Parma Empoli Siena ecc…? Io ricordo tutto ma le recriminazioni non hanno mai fatto parte dello stile della Signora! Veniamo all’attualità  dopo la necessaria premessa.

Nel 2011 ricambia la storia con l’inaugurazione del nuovo stadio di proprietà e con l’avvento di Andrea Agnelli alla Presidenza. Da quel momento non hanno più smesso di vincere ed è ritornato in auge l’odio sportivo (?). Ad un primo triennio in cui il dominio in Italia era tornato inesorabile (sento solo il rammarico di aver gettato alle ortiche oltre a Coppe-Italia soprattutto la possibilità di giocarci in casa una finale Uefa contro il Siviglia) ed oggi, fatti i debiti scongiuri,  è vicina alla riconquista di un triennio di scudetti consecutivi (Roma permettendo) e di un triennio di Coppe Italia (Lazio permettendo). Per completare il quadro non mi sembra trascurabile l’aver disputato  una finale Champions a Berlino contro Messi Neymar &c. ed il merito esclusivamente della Juventus di aver conseguito una risalita del calcio italiano nel ranking Uefa così da portare a quattro il  numero delle nostre squadre partecipanti alla Champions League dal 2018-2019. Nonostante queste storiche e documentate imprese sportive sono troppi coloro che ancora non certificano definitivamente la leggenda della Società degli Agnelli!!! Negli ultimi anni non è mai stato sottolineato che i successi attuali derivano soprattutto da una Struttura Aziendale ideata nel 1994 dalla triade Giraudo-Moggi-Bettega. Se oggi il fatturato ha raggiunto i livelli dei maggiori club mondiali ciò è senza alcun dubbio conseguenza della geniale intuizione da parte di chi oggi risulta “radiato”. E quest’ultima considerazione mi ferisce ogni giorno producendo in me un sentimento che mi ricorda Oriana Fallaci: “La Rabbia e l’Orgoglio”. Ancora oggi più che mai hanno puntato il  mirino su personaggi che rispondono ai nomi di Agnelli Andrea ed Allegri Massimiliano.  Mi riferisco rispettivamente ad aspetti Sociali e Tecnici. Io sono grato a loro ed alla Società intera (sono scontate le mie congratulazioni a Marotta e Paratici tra gli altri) per le gratificazioni che regalano ai loro tifosi agli sportivi ed all’Italia intera dove forse la Juventus rappresenta  una delle ultime Aziende funzionanti, produttive e di immagine mondiale.

Devo però confessare un altro mio personale dispiacere che non deriva dagli avversari, seppur scorretti, ma da tanti che, seppur annoverati tra i sostenitori bianconeri doc, polemizzano su inezie tecniche ( ho sempre considerato le scelte tecniche di esclusiva competenza dei ruoli assegnati)  favorendo involontariamente chi desidera e lavora per dividere: è il “divide et impera”  degli antichi latini. Un personaggio come Allegri mostra di avere tutti i requisiti per sedere su una delle più  prestigiose panchine per successi e per stile. Chi mi conosce o mi “segue” o mi ascolta durante le presentazioni in giro per l’Italia del mio libro (Io e la Juve storia di un grande amore) sa perfettamente quanto valga per  me soprattutto lo stile e la storia della Società e come oggi i singoli sono sempre a mio avviso uno strumento, certamente fondamentale, per continuare la nostra tradizione ed il fascino della leggenda. Ricordo ciò che fu costretto a sopportare un leggendario Giovanni Trapattoni mentre vinceva (dal 76 all’86) 6 scudetti,2 Coppe Italia,1 Coppa Uefa,1 Coppa delle Coppe,1 Coppa dei Campioni ed 1 Coppa Intercontinentale. Avversari ed anche amici (iniziava l’epoca delle filosofie del gioco spettacolo) sostenevano: “No per noi ha perso 4 scudetti”. Se questa è una conclusione da persone minimamente razionali deciderò di rifarmi un cheeck up per tranquillizzarmi circa la sanità attuale dei miei gangli cerebrali. Ho ricordato e ho comparato tali avvenimenti e personaggi perché a me sembra che vi sia un minimo comune denominatore. Come  dover spiegare ancora che chi viene scelto da una Società organizzata come la Juventus ha vinto un superenalotto? Chi pensa invece di essere il grande artefice di quella storia, ahimè temo che abbia da imparare ancora tanto dalla vita. E per finire dovrei menzionare il blasfemo accostamento  di Andrea Agnelli a realtà italiane molto, troppo lontane dalla storia di quella famiglia che non dipendeva dalla politica ma ne consigliava addirittura gli sviluppi storici. Su quest’ultima affermazione posso certamente anche accettare un dialogo intellettuale ed onesto. Ma mettere in discussione certi aspetti da parte di chi potrebbe non essere serenamente obiettivo, non essendo nativo della Nuova Zelanda, mi procura brividi perché acuisce in me la rabbia che mi è stata prodotta da una patria rivelatasi matrigna. La gramigna va estirpata come dice anche Gesù nel Vangelo, ma questa operazione deve essere portata avanti ed a termine a 360°… e basta ora con capri espiatori al di sopra di ogni sospetto! Considero il Paese Italia nei play out al mondo per i diritti umani. Chiedo venia a tutti ma guardo tutto ciò che sta succedendo in troppi campi fino a quelli molto più gravi di natura politico-sociale. COSI’ E’ SE VI(CI) PARE !

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