Caro San Matteo,
era da tempo che desideravo scriverti principalmente per una mia personale sensibilità e devozione ma anche perché so che tanti salernitani cristiani avvertono il medesimo sentimento. Ti dò del “tu” perché, dall’insegnamento della dottrina Cattolica, lo abbiamo dato anche a Gesù, di cui tu sei la “Voce ufficiale più autorevole” (vedi foto) con il “tuo” Vangelo, ma non ti chiamo Matteo perché sono in disaccordo con chi vuol farsi chiamare Francesco. Questo perché, in quanto peccatore, io non posso essere tuo fratello ma al massimo (per tua intercessione) “cugino” di secondo grado. Attraverso la penitenza spero di poter avvicinarmi quanto più possibile. Ciò che volevo ardentemente farti sapere, al dì fuori di tanti avvenimenti più pagani che religiosi, è che i salernitani veri e veraci oltre che cristiani ti vogliono tanto bene, ti adorano e sono fieri di averti come Santo Patrono. E’ stato necessario ribadirlo in questa mia missiva perché negli ultimi tempi “qualcuno” non tanto onesto intellettualmente ha messo un po’ di zizzania nella Tua città creando una certa confusione nel rapporto tra Te e Salerno. Ma già sai tutto perchè ci guardi, conosci la verità e sai bene che in trincea non vi è stato solo l’Arcivescovo ma anche la maggior parte dei fedeli che hanno sofferto per qualche avvenimento non propriamente religioso. A causa di un mancato inchino (ricordo a tutti e non certo a te che l’ultimo inchino è costato in Italia un naufragio!!) è successo il quarantotto ma ora si sono affrettati a minimizzare perché non conviene questa diatriba pagana ad alcuni soggetti. Ci toglieranno i caratteristici “fuochi” di mezzanotte? Beh non è la fine del mondo: conserveremo “dentro” un fuoco più vero che faccia sentire a te il calore di tutti noi. Volevo esternarti un paio di considerazioni alquanto amare che mi porto dentro da sempre. Un grande artista, a suo tempo, ha scolpito la tua effigie rappresentandoti con due visi nel voler simboleggiare la tua ferma volontà di difendere la città con il tuo sguardo rivolto contemporaneamente al mare ed ai monti, da un’ eventuale aggressione di fondamentalisti e guerriglieri (sai quanto è attuale questo problema oggi!). Ebbene ho sempre sentito accusare, in maniera vergognosa, i salernitani di essere falsi mostrando due facce come S. Matteo. La tua protezione ed il tuo amore scambiati per ipocrisia!E’ incredibile cosa possa inventarsi l’uomo! Avremmo cioè in terra immaginato la possibilità di un Santo ipocrita! Questa espressione mi ha sempre procurato rabbia ma poi con la maturità ho capito che era solo un modo di dire ignorante e quindi superficiale. Invito però tutti i fedeli a non pronunciarla mai più neanche per scherzo. Sei il nostro Patrono e la mia preghiera di oggi (stai per essere portato in spalla nel giro della città previsto durante tutto un cerimoniale “davvero al di fuori del Comune”, nel senso che avviene una volta all’ anno) è di proteggerci sempre di più perché ti amiamo, ti adoriamo ed anche perché oltre a fondamentalisti e guerriglieri predatori si sono aggiunti sepolcri imbiancati ed atei “interni” desiderosi di scisma e tu sai chi sono costoro. A questo punto l’artista dovrebbe aggiungere un altro viso alla statua ma Dio non voglia dopo le dicerie sulle due facce (solo a Treviso non avresti ambiguità linguistiche, scusami per lo scherzoso e profano riferimento!). L’altra considerazione doverosa riguarda la tua attività di esattore delle tasse fino all’incontro con Gesù, quando da Lui illuminato comprendesti che mai e per nessun motivo bisognava esigere quanto invece dare a tutti senza limiti. Fosti scelto quale apostolo più vicino al Figlio di Dio per questa miracolosa conversione. Ed anche per questo aspetto non ho mai sentito profonde e decise delucidazioni per il popolo intero. Questa sera guardaci ad uno ad uno e benedici tutti noi mentre tanti fedeli con sovrumano sforzo fisico ti porteranno in spalla. A quelli che pensano ed agiscono diversamente da noi guarderai certamente con misericordia e perdonerai loro perché non sanno quel che dicono e quel che fanno.
Con devozione eterna
Pasquale Gallo







