Ottima ed incoraggiante “la prima” in serie B (in attesa del Cagliari stasera) con una girandola di reti che fa ben sperare per un divertimento “sano” e degno di piazze sportive molto importanti. A Livorno, a Salerno ed a Bari si sono registrati i momenti più esaltanti con giocate veramente di ottimo livello e con protagonisti in campo davvero meritevoli di categorie superiori. Un nome su tutti, avendo assistito alla gara, Pestrin della Salernitana: un calciatore che da quando ha messo alle spalle i guai fisici che un periodo lo avevano tormentato ha fatto la differenza in tutte le categorie in cui ha giocato e sono convinto che sarebbe anche un ottimo regista in serie A. Complimenti! La squadra granata inoltre ha brillato per merito di una difesa ermetica (qualche incertezza del portiere è da perdonare per il momento e per merito di una fase offensiva molto concreta e cinica). A dire il vero probabilmente la manovra ed il gioco dell’Avellino mi sono piaciuti mentre ho notato scarsa concretezza sottorete con troppe leziosità ed accademia. Gli applausi al Livorno sono senz’altro dovuti in conseguenza di un punteggio fin troppo netto (la prematura espulsione – rigore del portiere avversario nei primi minuti invita comunque alla prudenza) mentre a Bari sono andati anche al di là dell’immaginabile alla fine del primo tempo, imponendosi su un forte Spezia, (dovrà lavorare molto), nonostante un’ inferiorità numerica, con De Luca e Maniero superstars. Per le altre squadre, vi sono le rimandate ed altre che fanno intravedere sempre la loro pericolosità come il Vicenza, in attesa del Cagliari come già detto. Ad essere sincero mi preoccupa la stagione del Pescara e non tanto per il clamoroso rovescio (0 – 4) a Livorno perché può succedere per i motivi su accennati e soprattutto alla prima uscita quanto, piuttosto, per alcune sensazioni che percepisco con un po’ di esperienza e per essere un attento osservatore. Spero ovviamente di sbagliarmi per una stima ed amicizia che mi legano al presidente Sebastiani. Ne parleremo più in là. La speranza vera però, vi confesso, è che tutti i dirigenti principalmente di questa categoria si convincano che il lancio di giovani finalizzato ad introiti economici di derivazione tecnica sia più importante delle entrate da spartizioni di diritti sportivi economici e quant’altro. Il calcio sano si è retto sempre sulla competenza di dirigenti preparati e su calciatori che, superando vari livelli di difficoltà, hanno costituito da sempre il vero tesoro per le società che li hanno aiutati a diventare campioni. Io sono convinto che questa sia la strada giusta e la storia lo dimostra. Seguendo questo ragionamento, se fossi un presidente, non mi preoccuperei molto di quanti abbonamenti siano stati sottoscritti. E se bisogna dirla tutta, addirittura preferirei vendere i biglietti domenicali che porterebbero ancora più danaro nelle casse sociali. Sarebbe oltretutto la dimostrazione di credere nelle scelte fatte con i propri consulenti, ma come è facile pensare molte volte non va proprio così e si preferisce l’uovo oggi alla gallina domani (il proverbio non attiene al mio cognome). Per il resto concludo come sempre affermando: “ Pensate solo a giocare; fate i bravi e non fatevi indurre in tentazione, “sed libera vos a malo, Amen”. Chi non ricorda il Pater noster in latino vada su internet e così ci saremo capiti!!!
Buon viaggio






