Il titolo di un famosissimo film degli anni “50” con Vittorio De Sica, appunto il Conte Max, ha ispirato questo mio editoriale perché simpaticamente si sono evidenziate nella mia mente le figure degli ultimi due allenatori della Juventus: per l’appunto Antonio Conte e Massimiliano(Max) Allegri. Quel film fece epoca così come hanno fatto epoca in questi ultimi cinque anni gli allenatori menzionati e da me accostati all’opera cinematografica di un tempo per una curiosa analogia di nomi. In effetti essi, in un discorso completamente diverso, hanno oggi rilanciato nella leggenda il nome e la storia della società Torinese toccata in modo ingiusto ed ignobile nell’ultimo decennio dopo aver sopportato diffamazioni tecniche e morali per un secolo intero! Lungi da me il voler fare un confronto tra i due(cosa che concepisco solo al bar) il mio sentimento è quello di ringraziare entrambi per l’energia psicofisica la determinazione e la competenza che hanno profuso affinchè la loro storia personale si intrecciasse con quella della ultra centenaria Vecchia Signora. Anche nel 1930-35 l’allenatore Mario Carcano non portò a compimento il quinquennio perché esonerato dopo il quarto anno per problemi interni e a lui subentrò Bigatto che completò egregiamente l’opera del grande predecessore.
Avendo sempre presente e ricordando a tutti i tifosi (di qualsiasi squadra) che le Società restano e fanno la storia mentre i personaggi seppur impareggiabili passano, Conte ed Allegri hanno certamente scritto un pezzo di storia di cui si parlerà ancora tra ottant’anni, quanti infatti ne sono decorsi dal 1935. Semmai ci fossero, e ci sono, differenze tra i due sono di natura caratteriale, interpersonale nei rapporti con l’esterno (ed anche probabilmente all’interno) qualità queste che non sono io a giudicare perché finora sono riuscito appena e non del tutto a capire me stesso! Conosco di più il primo che il secondo ma devo dire che il mio pensiero e il mio modo di affrontare gli eventi mi accostano di più al “Max” perché mi ricorda maggiormente i dettami antichi derivanti dal grande Edoardo Agnelli padre dell’ Avv.Gianni e del Dott.Umberto. Non entro nei dettagli che spero vogliate leggere sul mio libro prossimo alla pubblicazione. Non anticipo altro né analizzo le qualità di Allegri onestamente troppo visibili in un’annata tanto complicata da non far capire neanche a me grande sostenitore (vista anche la partenza disastrosa) la possibilità di un recupero epocale. Ci salva in tanti una conferenza stampa di Buffon dopo la sconfitta a Sassuolo in cui anche lui era scettico circa la possibilità di risalita. Per l’Europa poi dobbiamo compiere l’ultimo salto di qualità per non scadere anche noi nel vittimismo come tanti altri.
L’altro favoloso avvenimento riguarda la favola del Leicester, di cui ormai sono anche io grande tifoso, e del suo condottiero che da Principe di Monaco diventa Re d’Inghilterra: RANIERI. Qui ogni ragionamento tecnico, morale, sportivo si intreccia per la realizzazione di ciò che sembrava una chimera e che non solo è diventato realtà ma è di insegnamento a tanti Soloni dei talk show che hanno diffuso un solo concetto: il fatturato!!! Così come ancora una volta si sono ridicolizzati tutti i discorsi basati sulle percentuali d’importanza di un allenatore per la vittoria finale. Anche il più sordo dovrebbe intuire che un condottiero sbagliato conduce alla sconfitta mentre in altri casi un leader carismatico costruisce intorno a se un sogno realizzato “da una sporca dozzina” sempre restando in tema cinematografico.
Se riflettiamo un attimo, da un po’ di tempo si avverano molti sogni a varie latitudini. Qualche esempio? Dal Carpi e Frosinone dello scorso anno al Crotone presente; dall’ Atletico Madrid al Borussia Dortmund, come dal Nottingham Forest al Leicester (gli esempi sarebbero ancora tanti)! Forse gli sceicchi ed i magnati dovrebbero anche provare a riflettere non disdegnando anche qualche grande nome. Auguri Mister Ranieri e che la favola continui! Non sono fra quelli che oggi si sentono orgogliosi che un italiano abbia conquistato la Premier League (e non certo con il Chelsea o con i Manchester) perché mi sentirei opportunista. Sono soltanto felice per lei e per la gente che l’ha ospitato e capito. Queste favole sono fondamentali per insegnare al mondo che i sogni anche in quest’ epoca molto decadente possono avverarsi ancora!






