La Juventus del quinquennio 1930-35
Nell’ accingermi a scrivere questo editoriale sono pervaso da sentimenti contrastanti fra loro nel senso di emozioni positive da una parte e considerazioni un po’ misere dall’altra. Ovviamente, come è d’uopo, mi spiegherò dettagliatamente. Sono tre in effetti le considerazioni da esternare.
a)Il conseguimento del quinto scudetto da parte della Juventus FC Torino, anche se la matematica non è ancora acquisita, consegna alla storia calcistica italiana un grande ed emozionante evento: aver eguagliato il proprio stesso record di ottant’ anni prima! La squadra di Dybala Pogba e Buffon diventa leggenda al pari della Juve dei Combi Rosetta Caligaris Monti Ferrari Orsi Cesarini(1930-35) cucendo sulla maglia lo scudetto per cinque anni consecutivi sul campo. Per dovere morale e per onestà intellettuale vorrei aggiungere a queste due leggende quella del Grande Torino che solo per una immane tragedia come Superga non riuscì a completare il campionato ormai quasi vinto. Era il quattro di maggio del 1949 quando quel traguardo diventò irraggiungibile a pochissime giornate dal termine. Ritengo che a quella squadra(e solo a quella)sia doveroso riconoscerglielo quanto meno moralmente. La gioia attuale per tutti gli juventini è immensa anche perché riesce a far dimenticare per qualche ora ferite mortali inferte non tanto tempo fa: parlo dell’ anno Domini 2006!
Quest’ultimo è un avvenimento che però non sarà mai sanato né dimenticato finchè giustizia e perché no anche revisione dei fatti non restituiranno alla Juventus ed ai suoi tifosi la profonda ed unica verità. Dal prossimo maggio ne riparleremo perché credo che si svilupperà un nuovo dibattito al riguardo.
Poiché il motto della famiglia Agnelli è sempre stato “Ogni cosa fatta bene può sempre essere fatta meglio” ho la certezza che il nuovo campionato inizierà all’ insegna del conseguimento del sesto campionato vinto consecutivamente. Ma per finire questo paragrafo devo anche aggiungere che il sentimento ancora più vivo da parte della tifoseria intera è sempre quello di stabilire un ciclo di vittorie finali anche in Champions League. Al riguardo ritornerò ancora sull’ argomento per ripetere ciò che ho già detto in interviste ed interventi televisivi recentemente.
b)Provo turbamento per le critiche positive e negative (a due velocità) circa la situazione tecnica ed economica riguardante la società Inter. Non mi spiego cioè come sia possibile tanto accanimento per i pochi mesi a disposizione per tanti allenatori alternatisi alla sua guida negli ultimi anni, mentre tanta comprensione e tolleranza viene riservata all’ attuale tecnico che ha avuto ed ha tutti i poteri decisionali (come gli allenatori managers inglesi) con gravissimo dispendio di risorse economiche che non hanno portato a nessun risultato accettabile ma addirittura a una caduta di immagine e prestigio della società. In un anno e mezzo lottano per un quarto-quinto posto. Soffermandomi come mia convinzione sempre sulla bontà e qualità del calcio italiano, Milano calcistica sarebbe da recuperare. Ma, “ahiloro”, le due milanesi per me sono totalmente fuori strada.
c)E termino toccando il tasto più contraddittorio per non dire assurdo secondo il mio modo di pensare e per la mia visione delle cose. L’ altra sera in pochissimi minuti il Campione Totti (certamente il più forte in campo negli ultimi trent’ anni) ha stabilito un nuovo record mettendo a segno due goals di cui il primo addirittura ventidue secondi dopo l’ingresso in campo. Preciso che il goal su rigore è derivato da un errore arbitrale per compensare probabilmente una decisione errata precedente in un momento della gara in cui Totti non era in campo. L’altra rete realizzata è scaturita da un grande “scatto” in una difesa avversaria poco attenta. Comunque restano due momenti degni di un campione riconosciuto tale da tutto il mondo calcistico. L’aspetto invece che mi inquieta è la diatriba sviluppatasi (o ingigantita) tra lui e la società considerando che l’allenatore Spalletti parla in sintonia con la proprietà. Ho avuto cioè la sensazione che quei due goals potessero rappresentare un boomerang per chi non vorrebbe confermarlo per il prossimo anno. Stiamo parlando come tutti sanno di un Campione quarantenne. Dalla visione esterna appare una vicenda assurda e paradossale. Infatti io che sono da sempre un aziendalista di ferro proverei a rovesciare il problema e la domanda. È vero che all’arrivo di Spalletti sono state inanellate sei vittorie consecutive senza il capitano? Certo che sì! E non può venirmi il dubbio che la gestione da parte del mister nel mettere in campo un Campione per tempi ridotti o ridottissimi sia il segreto che spieghi le grandi performance e gli straordinari goals degli ultimi minuti? Qualcuno può ricordare ai più giovani cosa decidevano in panchina e cosa riusciva a dare in campo in pochi minuti un certo…Altafini? E Giggs? Le polemiche in questi casi non le ricordo.
Mi auguro per un campionato prossimo più equilibrato possibile che questi goals non condizionino e non ostruiscano il programma societario. La mia considerazione è serena e disinteressata, anzi…in un certo senso contro i miei stessi interessi di tifoso d’ altra sponda. Termino rispondendo ad una considerazione fatta da un importante giornalista e direttore di quotidiani, il quale nel suo editoriale reclama per tutti le scuse a Totti (scusate il gioco di parole non voluto). Non so gli altri come la pensino, ma io certamente come sportivo non credo di dover chiedere scusa a nessuno perché al di là di un goal un concetto rimane sano se è un concetto esatto. Dovrebbe essere sempre il Campione in questi casi(vale per molti altri passati e presenti) a compiere l’ultimo sforzo per riaffermare per sempre l’amore per la propria squadra, permettendo alla società di essere libera nelle decisioni senza condizionamenti o mini ricatti morali. Oltretutto sarebbe l’atteggiamento più intelligente dal momento che non ha più niente da dimostrare in campo essendo passato addirittura al di là della storia!!







