Il rapporto medico – paziente

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HomeNel mio primo mese di “aspirante scrittore”, ho certamente trascurato la rubrica di Medicina, peraltro più importante e decisiva di altre, a vantaggio di temi che comunque destano enorme interesse nella quotidianità di tanti.

Non intendo giustificare questa mia distrazione ma soltanto motivarla. In questo periodo dell’anno infatti si scatena il calciomercato con tutte le nevrosi che esso comporta sia per chi deve informare sia per gli appassionati che sperano di rivincere o di tornare a vincere. E’ la fiera dei sogni paragonabile all’età adolescenziale, quando il futuro è gonfio di speranze. A questo poi si sono associate le novità politiche, sociali e di cronaca giudiziaria che hanno incupito la mente di tanti me compreso dimenticando che, come saggiamente si suol dire, la “salute è la prima cosa”. A questa io aggiungerei l’educazione! Ricordo quando ancora speranzoso di poter contribuire ad un’educazione sanitaria e civica, espressi su di un quadretto messo in bella vista nella sala d’attesa un mio pensiero frutto di tanta riflessione: ”Non è la salute la prima cosa ma l’educazione”. E tante volte sono stato costretto a ribadirlo a voce apparendo così ad occhi e menti superficiali alquanto arrogante. Come potete immaginare non riuscivo a mantenere alto il massimale dei pazienti (1500) perché non ero “accomodante e comprensivo” su alcuni temi. Quali? Le truffe in generale (false esenzioni di tickets, false certificazioni di malattia, documenti forzati per “l’avvicinamento o l’accompagnamento” e così via. Cercavo di far comprendere che non mi era consentita legalmente la generosità e la popolarità con i soldi pubblici. Alcuni mi hanno seguito per 38 anni, altri andavano di qua e di là alla ricerca di “comprensione”. Ma il discorso diventava serio, molto serio, quando si evidenziava ai miei occhi ed alle mie orecchie tutta la confusione ormai regnante nella mente dei pazienti. Il bombardamento dei media (TV e carta stampata fino alla deflagrazione di internet) dapprima ha lesionato le fondamenta e poi ha distrutto come una furia l’aspetto più importante in Medicina: il rapporto medico – paziente. Quanti appartengono alla mia generazione (spero che si sentano tutti giovani e lucidi come me) sanno benissimo che un tempo le parole del medico erano “Vangelo”; a volte a lui venivano trasferite anche problematiche familiari causa di patologie di varia natura, con la certezza di ricevere un supporto psicologico oltre quello farmacologico.

Col passare degli anni il colloquio fra i soggetti in questione assumeva sempre più le sembianze di una “trattativa” in cui la scienza e la coscienza del medico (giuramento d’Ippocrate) erano costrette a scontrarsi con lo tsunami della disinformazione che attraverso i media arrivava come sempre da una politica poco lungimirante e populistica. Prevenzione, terapie empiriche sostenute da spinte emotive mediatiche (ricordate il caso Di Bella o il siero di Bonifacio?), analisi strumentale e di laboratorio a volontà ed armadietti in casa come piccole farmacie sono gli argomenti che per primi affollano i miei ricordi. E’ superfluo aggiungere che tanta patologia è stata sconfitta attraverso i concetti migliori della prevenzione; pensiamo a tutte le diagnosi precoci che hanno potuto debellare tante neoplasie; al miglioramento della qualità della vita con una dieta più sana associata al maggiore rispetto del proprio corpo attraverso l’attività fisica. Fanno da contraltare a tale positività tutte quelle osservazioni e considerazioni che io amo raccontarvi per dimostrare la confusione in cui oggi ci ritroviamo. Avete sentito parlare per caso di nevrosi? Talvolta vi hanno parlato di eutanasia? Vi è capitato di avvertire una mescolanza di opinioni di natura filosofica, religiosa, sociale, e perché no anche scientifica? Bene, credo che l’uomo sia giunto ad una intollerabile presunzione di onnipotenza e di onniscienza. Da bambino, ricordo che questi ultimi due concetti erano attribuibili ad una sola entità: Dio! D’accordo, è un discorso troppo complesso ed impegnativo (forse irrisolvibile) ma noi ci proveremo a colloquiare. Alla prossima.

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Articolo nserito in Medicina. Memorizza il .

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