La doppia morale italica

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HomeIn Italia ormai non esiste più il minimo pudore di mentire sapendo di mentire. Siamo cresciuti (quelli della mia generazione) con una forza critica verso il mondo che ci circondava al punto da mettere sotto esame o addirittura da bocciare personaggi che, paragonati agli attuali, sono da considerare grandi Statisti o grandi uomini destinati alla storia. I primi nomi che risaltano nella mia mente? Agnelli, Andreotti, Moro, Fanfani, Berlinguer, Almirante, Pelè, Cruyff, Merckx, Gimondi, Lama, fino ad arrivare anche ai Papi ma qui devo seguire la regola sacra: “Scherza con i fanti ma lascia stare i santi”. Dicevamo della doppia morale. La premessa è stata utile per spiegare a quale livello è arrivato oggi il mondo. Dalla politica allo sport passando per il sociale non si fa altro che parlare di etica, questione morale, secondo cui ogni individuo messo a dura prova da avvenimenti scandalistici divenuti pubblici dovrebbe effettuare un passo indietro permettendo al suo avversario di occupare l’ambìta posizione. Ritengo invece che la privacy e la propria coscienza non dovrebbe mai essere oggetto di dibattito pubblico e che si debba concedere a tutti di poter colloquiare con il proprio io o finanche con Dio se si è credenti. Io sono caduto nella trappola quando ero giovane, quando cioè da sinistra attaccavano violentemente il clientelismo della “famigerata” Democrazia Cristiana, il potere dei cosiddetti “Baroni” dell’università, i privilegi dei potenti rispetto ai poveracci. Ritenevo allora giusto porre sotto esame le mie idee e la mia fede forgiata all’Azione Cattolica (ACLI-FUCI). Oggi mi dichiaro pentito di quella mia onestà intellettuale in quanto ho preso coscienza di essere stato truffato. Ho capito che quelli che gridavano lo facevano solo per la brama del potere e non per un mondo giusto. Negli ultimi trent’anni hanno cambiato il nome alle cose per cancellarne il ricordo e per poter oggi, col mondo capovolto, annullare quelle gerarchie, tutti i valori positivi e profondi che avevano consentito da sempre ai virgulti di diventare alberi se non addirittura querce. Le ruberie, le delinquenze di oggi sono diventate quotidiane e quasi “normali” (termine che ricordo derivare dalla statistica ed inteso come “norma”) da non costituire neanche più notizia ma solo oggetto affaristico di un talk show.

La cronaca politica, lo scontro sociale e gli avvenimenti del mondo dello sport riconoscono un minimo comune denominatore: il codice penale! Corruzione, collusione, truffe, frodi, spregio e sfregio alle istituzioni, confusione tra magistratura e politica (addirittura attacchi contro magistrati seri) sono attualmente i termini ed i concetti  più frequentemente  presenti nei nostri discorsi e nelle nostre giornate. Ormai i mandati di arresto sono quotidiani come i nastri posti davanti al portone di casa (azzurri o rosa che siano) per annunciare agli altri la nascita di un pargolo. Per la verità a causa del basso tasso di natalità, i primi hanno superato di gran lunga i secondi. Le indagini e le inchieste infatti sono all’ordine del giorno ed ancor più amplificate dall’informazione capillare e spettacolare al punto tale da confermare e condividere il termine di “frullatore” ideato per quanti a ragione o per disgrazia vengono spinti in tale meccanismo.

Sindaci, governatori e capi di governo ogni giorno fanno a gara per restare in una posizione borderline nella quale è più difficile essere colpiti ed a volte l’arroganza è tale da sfidare qualsiasi potere riconosciuto, e nel contempo non risparmiano per gli altri i concetti di etica e morale da rispettare nella maniera più intransigente e fino alla morte. Producono tantissimo fumo con pochissimo arrosto o tantissime luci che coprono le infinite ombre, e nel frattempo ottengono però  il consenso del popolo che diventa quindi strumento per le loro ambigue (?!) e personalistiche finalità. Da alcuni anni sul mondo dello sport è letteralmente piombato uno tsunami: dalla boxe all’ippica, dal ciclismo all’atletica leggera fino a invadere irreparabilmente il gioco del calcio. In tutti i casi la colpa più grave è stata sempre quella di aver atteso inermi l’onda anomala senza nessuna prevenzione né barriere protettive. Tradotto in prosaico questa responsabilità la chiamo col suo vero nome: complicità! Chi mi conosce e frequenta mi ha sentito gridare tante volte al pericolo ma con scetticismo ero ascoltato e forse anche senza alcun gradimento (un gallo a cui torcere necessariamente ed al più presto il collo). Oggi assisto ai lamenti, alla retorica, alle false terapie davanti ad un’evidenza ogni giorno più nitida ma temo che sia troppo tardi o comunque ottimisticamente solo tardi. Sentiamo parlare in ogni momento e in ogni dove  di compravendita di partite, scommesse sportive senza una base culturale di tradizione anglosassone, indagini su denaro di dubbia provenienza (sfacciato eufemismo).

Per poter ricominciare non bastano gli invocati cambiamenti perché sostituiremmo soltanto un cognome con un altro od un gruppo di nomi con altri ancora. Come in un sogno ma con tutta la nostra reale forza dovremmo ritornare ad una “tabula rasa” dove poter riscrivere di giorno in giorno i primordiali concetti di civiltà: in pratica mi accorgo di parlare di una nuova arca di Noè. Per concludere mi sto interrogando: in quale rubrica della mia bacheca inserisco questo articolo? Nell’editoriale, nel calcio, nell’attualità o nella medicina? I miei dubbi si sciolgono come neve al sole e sorrido solitario comprendendo che tale perplessità non può esistere perché purtroppo le mie considerazioni sono pertinenti trasversalmente ad ogni realtà considerata. Sono stato catastrofico? Mi dispiace ma non c’è da temere perché … andrà sempre peggio!! No, speriamo proprio di no!!

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Articolo nserito in Attualità, Calcio. Memorizza il .

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