RESTANDO SEMPRE “IN ATTESA DI GIUDIZI”

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ALLEGRINel mese di dicembre mi sono dedicato maggiormente alla pubblicazione di articoli riguardanti l’attualità ed in particolare la crisi, per non parlare di guerra, tra l’Occidente timoroso (in particolare l’Italia) ed il Medio Oriente da millenni “inquieto”. È una problematica di enorme gravità  riguardante  anche il nostro Paese (ex stivale ed oggi solo un infradito) per la sua posizione geografica nel Mediterraneo. Mi sono assentato 15 giorni per un viaggio in Brasile dove credo di aver preso visione ed il mandato a trattare di alcuni giovani e potenziali campioni. Dopo le festività natalizie dedicate doverosamente soprattutto alla sacralità, vi ragguaglierò sui nomi dei suddetti calciatori ancora sconosciuti a tanti. Rientro così a “giocare in casa” in questo mio editoriale natalizio attraverso il quale mi piace trasmettere le mie considerazioni sul campionato di serie A ormai al giro di boa. Torna di moda un mio articolo di inizio settembre quando avvertii di essere cauti nei giudizi e nelle critiche perché non vi è nulla  di più instabile del calcio parlato e giocato (ricordate “in attesa di giudizi?”). Ma puntualmente in questi quattro mesi hanno fatto tutti a gara a sostenere ogni propria tesi pronti poi a ritrattare il tutto ed il contrario di tutto un giorno si e l’altro pure! Ho ritenuto fin dall’ inizio dell’annata calcistica che Roma, Napoli ed Inter si sarebbero contesi il titolo considerando però la “rosa” dei giallorossi la più forte, quella del Napoli la più brillante mentre l’Inter non mi convinceva del tutto ed ancora non mi convince nonostante la ritrovata compattezza del gruppo e la migliorata fase difensiva (parlo della fase e non dei singoli). D’altronde non era poi tanto difficile attuarla dal momento che in dodici mesi gli arrivi alla Pinetina sono stati continui ed innumerevoli. Inaspettata è stata la rivelazione Fiorentina e la risalita rapida della Juventus dopo un avvio disastroso. Ritengo oggi che la squadra bianconera possa essere in grado di eguagliare il record della sua stessa storia con la conquista di cinque scudetti consecutivi “sul campo” come nel 1930-35! Sono altresì soddisfatto che il mio auspicio di una classifica aperta a varie squadre per la vittoria finale si stia realizzando e finalmente soltanto in maggio conosceremo il vincitore. Per dirla tutta se avviene ciò è soltanto per la mancanza dello squadrone che riesca a creare il vuoto dietro di sé. Ognuna delle squadre menzionate presenta evidenti carenze che potrebbero essere ancora più eclatanti nelle gare delle coppe europee. La delusione più forte l’ha regalata certamente la Roma. I motivi per me sono molteplici, tra equivoci tattici, calciatori al tramonto e la mancanza di continuità della presenza forte della società. Garcia è sul banco degli imputati ma non credo che possa essere spiegato il tutto solo per le sue colpe. Sabatini, ottimo dirigente oculato e competente,  avrà certamente individuato i punti deboli o qualche scommessa non riuscita (in difesa credo vi siano le correzioni da adottare). Lo conosco bene, lo stimo, e sono convinto che se la giocherà fino alla fine. Come è noto ho ritenuto il Napoli competitivo fin da agosto per l’ apporto dato dalla nuova gestione tecnica sia in campo che fuori compattando molto bene un importante gruppo a cui mancava la convinzione dei propri mezzi e qualche pedina indispensabile (vedi Reina, Jorginho ed Allan). È bastata la sconfitta con il Bologna dopo 18 gare utili per suscitare scetticismo. Per me non è così che si ragiona e per fortuna i dirigenti azzurri lo sanno bene. Infatti, anche se con un po’ di fortuna, hanno espugnato il non facile campo dell’Atalanta. Vorrei terminare questa mia analisi evidenziando l’immagine bellissima della arrabbiatura di Allegri nel finale di partita a Carpi. Voglio significare che ad un uomo capace di trasmettere serenità all’ambiente anche nei momenti più duri si è aggiunta una versione  “umana” in quanto a passioni ed a reazioni “forti”e “vere”. L’ultimissima considerazione consiste nell’avere personalmente difficoltà a comprendere tutti coloro che paragonano Dybala a Tevez. Per me (so di essere impopolare ma ne sono abituato) non c’è confronto perché se abbassate i calzettoni a questo favoloso ventunenne ritornerà in molti l’immagine di quel fuoriclasse argentino di nome Sivori. Un Santo Natale a tutti dal profondo del cuore ! Ci risentiamo il giorno 30.  Raccomando me e voi: cerchiamo di essere cauti… almeno a tavola!!!

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Articolo nserito in Attualità, Calcio, Editoriale. Memorizza il .

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