“Settimana di passione”

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Imitazione di Cristo 1Proviamo un po’ a metter su un discorso che per sua natura è molto complicato. Ma almeno..facciamo il tentativo! Questa che stiamo vivendo è la settimana che va dalla Domenica delle Palme, simbolo di pace con un ramoscello di ulivo in mano, alla Crocifissione in attesa della Resurrezione. Siamo stati obbligati proprio nella settimana Santa a costringere cuore e tendini per resistere a notizie funeste come la tragedia del pullman Erasmus in Spagna e come gli attacchi terroristici in Belgio. Nel primo caso la commozione generale ha trovato una (ingiustificata) spiegazione nella fatalità che tante volte decide per le nostre vite. In tal caso il fato si è presentato sotto forma di un colpo di sonno di un’autista o forse anche per altre cause che saranno accertate dalla magistratura. La mia vicinanza con calde lacrime è per i familiari delle vittime ed anche per i sopravvissuti che difficilmente dimenticheranno. Nel secondo caso invece parliamo di un nuovo attacco terroristico in una guerra che non si vuole ufficializzare forse perché un “processo di Norimberga” inizierebbe già da ora. Inutile ripetere ciò che già tutti sanno e per le cui conseguenze le anime buone piangono con sincerità. Il punto cruciale dell’ analisi, secondo la mia personale sensibilità avulsa da demoniaci pregiudizi, risiede nella puntualità della chiamata a raccolta delle solite facce nei soliti salotti televisivi già preparati a difendere la linea dei loro partiti o delle loro “idee” (?) ben lontani da un onestà intellettuale oltremodo indispensabile per trovare soluzioni unanimi e concrete. Vorrei sgombrare subito il campo dagli equivoci. A mio parere qualsiasi eventuale soluzione sarebbe ormai tardiva! L’invasione indiscriminata dell’ occidente da parte del mondo arabo è ormai avvenuta ed è irreversibile perché nel frattempo (nei decenni passati) mezza Europa ha lottato a favore dell’immigrazione selvaggia perché era l’unica vera arma a loro disposizione contro la stabilità del vecchio continente. Tutti quegli immigrati ovviamente sono oggi cittadini europei, entrano ed escono dai confini con legale facilità, ma tra loro in tanti hanno coltivato odio represso ed intendono la vendetta in nome di una religione che non può essere definita tale. Hanno anche l’ardire, questi pseudopolitici e pseudo-opinionisti di accostare l’emigrazione del mio povero papà, che all’età di 58 anni fu costretto a partire per la Germania, ai clandestini attuali che vivono di affari poco chiari (eufemismo). Di questa massa, tra cui albergano tanti lavoratori e persone per bene, le autorità europee sanno tutto in ogni particolare. Il problema nasce dalla protezione di cui godono i malintenzionati da parte di una fetta d’Europa che da sempre ha optato per la nascita e la crescita dell’Eurabia. Al di là di tutto comunque una cosa è certa: in guerra si ritirano le ambasciate fino a nuovi…chiarimenti. Quindi ognuno dovrebbe tornare alle loro case per scovare e combattere i nemici del loro stesso popolo. Ma vi risulta che per sconfiggere le brigate rosse l’Italia abbia risolto il problema coinvolgendo tutti gli altri Stati o religioni? Mi pare che la questione sia stata risolta all’interno perché il problema era “nostro”. Per chi oggi semina terrore (è nota a tutti la loro origine), non è ovvio che debbano quegli Stati  risolvere e sanare il cancro che si è radicato tra loro? Il mio spunto vuol terminare qui perché altrimenti incorrerei nello stesso errore dei soloni sparsi nell’etere mediatico. Ma un ricordo della storia desidero concedermelo. Il più grande Papa che io ricordi nel corso della mia esistenza, nel 1978 si inginocchiò, con umiltà mai concepita, davanti alle brigate rosse supplicandole in nome di un Dio-Amore di metter fine a stragi di vittime innocenti e non: fu Paolo VI a compiere tale storico gesto. Ora io sono qui con la speranza che un suo successore possa ripercorrere la stessa intima sofferenza compiendo un gesto maestoso, d’ amore e di umiltà rivolto a tutti coloro che coltivano odio nei loro cuori. Non è più tempo di dire semplicisticamente: “Chi sono io per giudicare?”. È sempre esistito il concetto dell’assoluto e del relativo. Oggi è tempo di Assoluto e di Giudizio. Solo l’Amore è Assoluto e vale per tutti! Buona Pasqua.

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Articolo nserito in Attualità, Editoriale. Memorizza il .

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