Per mia naturale concezione ed esperienza calcistica non casco più nell’errore, peraltro molto diffuso, di avventurarmi in previsioni istintive circa l’andamento del prossimo torneo, peraltro già iniziato. Questo mio modus operandi dipende dalla convinzione ( che deriva sempre dall’osservazione degli avvenimenti passati e quindi dall’esperienza di cose già vissute) che nel calcio come in altri sport e come nella vita i soldi non rappresentano tutto. Sono certamente importantissimi ma devono essere comunque ben spesi. Così si spiegano le eredità andate in fumo e come nel caso in esame le squadre che dopo un tourbillon di acquisti vanno poi in campo e deludono. Le società che in Europa mi hanno ben impressionato per l’acquisizione mirata di giocatori determinanti o comunque confacenti ad un’idea di gioco e di programma sono poche: Manchester City, Atletico Madrid, Valencia, Borussia Dortmund e Wolsburg. La regina è senz’altro a mio modesto parere il Manchester City che oltre a fare chiarezza intorno ad Aguero cedendo Jovetic e Dzeko, giocatori da alterni risultati, ha saputo acquistare quelli che ritengo i due attuali gioielli d’Europa: K. De Bruyne e R. Sterling. La conferma di un inarrivabile YaYa Tourè, il ritorno alla piena efficienza di kompany e l’assoluta qualità sulle fasce fanno di questa squadra (con un allenatore educato in campo e fuori come il bravo Pellegrini) la più attesa delle protagoniste al di sopra di quelle che storicamente negli ultimi dieci anni hanno dominato la scena: Bayern, Barcellona, Real Madrid (qui vedo convivenze davvero improbabili tra panchina e campo). Al Manchester United di Van Gaal (che per scherzo dico a tutti essere mio cugino per l’affinità col mio cognome italiano) noto ancora qualche incertezza in difesa e la irrisolta posizione in campo di un fuoriclasse come Rooney il quale sarà per questo motivo ben felice dell’arrivo del promettente Martial, vero centravanti. Non credo affatto nel Chelsea del troppo “dialettico” Mourinho. All’arrivo fondamentale dello spagnolo Pedro negli ultimi giorni fa da contraltare una difesa non impeccabile (i John Terry non sono eterni e facilmente sostituibili). Per analizzare poi le cose di casa (con due a!) nostra vi sono già mille commenti circa la campagna faraonica dell’Inter, quella tutta da verificare della Juventus, orfana dei Pirlo, Tevez e Vidal (mamma che noia questo ritornello) della Roma ormai pronta e del Milan che ha deluso i tifosi per il mancato arrivo di Ibrahimovich (secondo me è stata una fortuna che sia rimasto a casa sua). Tralascio per ora Lazio e Fiorentina perché da scoprire strada facendo mentre per il Napoli ritengo che con la rosa a disposizione potrebbe essere determinante un cambio di modulo di gioco (su tutto la difesa a tre). Mi soffermo solo su qualche considerazione favorevole o contraria per tutte.
1.La Juventus: per me è sbagliato ripetere da qui all’infinito che abbiamo perso Pirlo e Vidal (già lo scorso anno sono stati in campo con prestazioni sottotono) e Tevez (grande giocatore ma è stato titolare solo alla Juve negli ultimi 7- 8 anni di carriera). Erano certamente da sostituire e con loro avrei completato la svolta anche per altri 2 – 3 elementi ma non ho voglia di rivelarvi i nomi. Dove sono perplesso è nella formazione del centrocampo in cui solo Hernanes (acquisto immenso molto più di quanto abbiano capito altrove) e Marchisio sono al posto giusto e sono tranquillo circa il loro rendimento. Per Pogba, giocatore di qualità eccellente e dotato di classe cristallina, ho molti dubbi che possa essere il leader del reparto. Ci vorrà molta pazienza e che Dio ci aiuti.
2.L’Inter: se devo essere sincero ci ho capito ben poco da tempo. Tutti quelli che arrivano da eroi partono in seguito scornati e sono ormai in tanti; continuano comunque ad arrivare eroi e per rientusiasmare la tifoseria assopita da qualche anno si versano fiumi di inchiostro per rimarcare una consistenza di squadra tutta da verificare sul campo. Attento Mancini e soprattutto attento Tohir perché le aspettative sono troppe! L’unica certezza è lo svuotamento delle casse! I calciatori che mi convincono sono Kondogbia, Miranda e Ljajic (a quest’ultimo bisognerebbe dare però le giuste e continue opportunità).
3.La Roma: mi convince in tutto e per tutto se anche Totti darà il suo importante contributo anche in panchina nel far crescere quelli che giocano manifestando così ancora una volta l’amore per la società.
4.Il Milan: credo che soltanto il mercato di gennaio possa rimediare e salvare la stagione già in corso perché i punti interrogativi vi sono soprattutto in difesa e a centrocampo (almeno uno per reparto). Spero sinceramente di assistere ad una grande lotta tra più squadre fino alla fine perché gli scudetti “solitari” non mi hanno mai appassionato né tantomeno esaltato. Come al solito mi sono dilungato e rinvio alla prossima puntata (lunedì) l’analisi sulla serie B. Qui le cose sono ancora più complicate ed il discorso molto complesso per usare come sempre un eufemismo.







